Il pensiero a riposo - Massimo Dei Cas

Bene e male Felicità Credere e non credere La condizione umana Intelligenza, ragione, conoscenza
Verità L'io Storia, politica e potere L'amore Parola e linguaggio
Filosofia Arte Scuola ed educazione Costume e scostume Virtù e vizi

L'AMORE

Amare è umiliare il proprio dolore, perché non turbi la persona amata.

Amore è una parola perentoria, che non ammette repliche o discussioni. A parole.

Se crediamo che vi sia una radice divina dell'amore, allora non possiamo credere che sia passione, star bene con l'altro o gli altri, non poter vivere senza l'altro o gli altri. Se vi è qualcosa di divino nell'amore, esso si manifesta nel più acuto dolore spirituale, quello di non poter prendere su di sé il dolore della persona amata.

L'amore è dono che restituisce l'integrità: sei davvero amato non per questo o quell'altro aspetto, non per questa o quell'altra amabilità o avvenenza, e neppure per la loro somma, ma per l'intero tuo essere.

Solo un'origine divina può riscattare l'amore dalla sua terribile natura di amplificatore del dolore, perché si soffre del dolore dell'amato, e l'amato soffre del nostro soffrire per il suo dolore, e così ancora ed ancora.

Amare significa sottrarre alla commisurazione: la persona amata è incommensurabile, in ogni suo aspetto.

Verità ed amore vivono di una profonda solidarietà: l'amore ama nella verità la luce che illumina il suo cammino e la verità comprende nell'amore il senso profondo del conoscere.

Non si può mai dire, davvero, di amare, ma solo di aver amato, a cose fatte, guardando alle cose fatte.

Siamo amati solo laddove possiamo mostrare la nostra stupidità senza suscitare come risposta ira o disprezzo.

Non di rado si confonde il voler bene agli altri con lo star bene con gli altri. Si pensa che l'amore non sia cosa da solitari, ma da gente di buona compagnia.

L'amore vuole la persone intera, e la vuole integra.

Confondiamo l'amore per la vita con lo strenuo attaccamento ad essa, come ci accade per le persone.

Vi è stato il tempo dell'amore tutto d'un pezzo. Ora pare venuto il tempo dell'amore sfuso, dell'amore che è parola per dire il piacersi di cui non sappiamo scorgere la sorte fra i rivoli del tempo.

Il patrimonio è la tomba dell'amore.

C'è una segreta affinità che lega felicità ed amore: entrambe spengono il bisogno di comparazione.

Ama il prossimo tuo, recita l’evangelico comandamento: infatti le persone ci sono tanto più moleste quanto più vicine.

La seconda bugia, in ordine di frequenza, è “lo faccio per il tuo bene”; la prima  “ti voglio bene”.

Sei amato laddove puoi abitare da solo la tua intimità.

E' perfino divertente indagare i rapporti che possono sussistere fra sesso e sentimento, tanto sono variegati e perfino bizzarri: a parlare per estremi, c'è chi pensa "Lo amo tanto che potrei anche fare l'amore", ma anche "Lo amo tanto che potrei anche fare l'amore solo con lui".

Sei amato laddove puoi dire le cose nel modo più semplice.

Sei amato laddove si circonda di attenzione il tuo riposo.

Vi fu un tempo, non lontano, in cui l'amore si riconosceva per la sua perentorietà, netta e senza equivoci, e si poteva con invidiabile sicurezza dire "ti amo", "non ti amo più". Oggi dell'amore è chiaro solo che se ne può parlare disfando e ritessendo la matassa di un discorso senza fine.

Non si può misurare l'amore con il metro degli effetti positivi che esso produce, perché talora insensibilità, durezza e perfino malvagità possono avere effetti posiviti nella vita delle persone che le subiscono, anche più degli attegiamenti di segno opposto. Del resto, Dio stesso potrebbe indurre comportamenti decisamente più corretti negli uomini se volesse semplicemente spaventarli. Ma Dio è amore e desiderio di amore, e non fa sue le vie della paura. Perché l'amore vero è tenace e determinato, ma rifugge dalle scorciatoie della paura e dell'imposizione. E' una scommessa sulla via più lunga, e sui rischi che questa comporta.

Sei amato da chi raccoglie le tue parole e le conserva in uno scrigno.

Sei amato se chi ti fa del bene fa anche di tutto perché te ne dimentichi.

Lo sguardo dell'amore trapassa l'aspetto fisico.

C'è chi disprezza la sofferenza altrui, chi ne è indifferente e chi ne è insanamente attratto, ma solo chi ne è sinceramente contristato può muovere qualche passo nella direzione dell'amore.

La stupidità è il più potente veleno che uccide l'amore.

Nell'amore tutto è colpa, e tutto perdono.

La cura o la trascuratezza nel dare cibo è una delle simboliche più potenti dell'amore e del non-amore: i suoi effetti, soprattutto in negativo, difficilmente possono essere arginati, proprio perché radicati nelle primissime esperienze di attaccamento, e molto più spesso di quanto si immagini alimentano o fanno deperire il sentimento.

L'amore non chiede possesso, ma libertà nell'intimità.

Dei rigagnoli d'amore non smetteremmo mai di ragionare e chiacchierare, e questa è la gioia loro propria.

Chi ama non tradisce, cioè non rende una terza persona partecipe di quella dimensione di esclusività di cui l'amore si alimenta.

L'amore autentico, come la felicità vera, rifugge dall'ostentazione e teme la teatralità, triste surrogato della quieta forza del sentimento.

Si confonde spesso l’amore con la necessità, quando si pensa “non posso vivere senza di te”. Quanto più grande è invece l’amore che arde senza un perché.

Per un bambino non sentieri amato è devastante, ma un bambino che si senta troppo amato è devastante per gli altri.

Vi è anche chi nell’amare ama se stesso per interposta persona.

Fra i diversi ingredienti dell'amore la finezza deve far sentire il suo gusto.

Narcisismo: parola infelice. Narciso amava sé come altro, i narcisisti amano gli altri come sé.

In amore vince chi sceglie.

I Greci avrebbero riso di gusto all'affermazione, molto amata dai Cristiani, che l'amore vince tutto: neppure l'amore di Dio ha vinto tutto, cioè ha ricondotto a sé tutti gli uomini (almeno per quanto ci è dato vedere).

Nell’amore l’equivoco è di casa: ci pare di scorgerlo un po’ ovunque, nello stare bene insieme, nell’aver bisogno gli uni degli altri, nell’essere ossessionati dagli altri. E ci pare anche di poterlo fare.

Profondo amore è saper preservare gli altri dalle proprie angoscie.

Di molti innamorati non si saprebbe dire se non che sono specchio di fronte a specchio.

Si immagina che eros abbia una natura semplice, mentre ha un duplice volto: quello della carne che esalta la carne, e quello dell'anima nello sguardo che esalta la carne.

L'amore che colma un vuoto assume esso stesso la forma del vuoto.

L'amore vive nell'elemento della contraddizione.

Nella grammatica dell'amore resta aperta la questione se "amare" sia verbo transitivo o intransitivo.

Se qualcuno dice di amarti non censurare la reazione di istintiva inquietudine.

L'amore non tollera altro da sé: di qui la sua sublimità, ma anche la sua atrocità.

Provare davvero un sentimento significa per davvero provarlo, cioè metterlo alla prova, ed il giudizio ultimo spetta al tempo ed ai fatti.

Omnia vicit amor, l'amore vince tutto, ed il suo nemico più duro è lo schifo.

Se l'amore fosse tutto ciò che si dice che sia ce lo ritroveremmo fra i piedi ad ogni piè sospinto.

"Ama e poi fai quello che vuoi", così S. Agostino; eppure l'amore è lasciar cadere anche le possibilità più allettanti per la possibilità stessa di essere fedeli.

Chi si innamora del corpo pensa che lì sia l'anima; chi si innamora dell'anima pensa che lì sia il corpo.

Solo la forza dell'amore può schiacciare la testa al rimpianto.

[Torna all'indice]

Copyright © 2017 Massimo Dei Cas